Parma, dal nostro inviato
Giovanni Chiades
Una settimana per conoscere i prodotti e le tecniche dell’enogastronomia
veneta e imparare ad applicarli in chiave moderna alla cucina che
si propone in tutto il mondo. È stato questo il senso della
presenza della Regione Veneto ad Alma, la Scuola internazionale di
cucina italiana avviata soltanto un mese fa a Colorno, alle porte
di Parma, nella splendida sede del restaurato palazzo Ducale (intervento
da 5 milioni di euro), in attesa dell’inaugurazione ufficiale
del 15 marzo, con la partecipazione dei ministri Moratti e Alemanno.
Per presentare dunque tradizioni e specialità del Veneto la
Direzione regionale delle politiche agroalimentari e per le imprese
ha organizzato una giornata intensa in chiave didattica. Gianpiero
Rorato ha illustrato storia e cultura della nostra cucina, in una
lezione che ha particolarmente affascinato gli allievi. Poi Giulio
Liut, direttore di Uvive, ha guidato alla scoperta dei vini del Veneto
e delle loro zone di produzione. Con il direttore di Aprolav, Coghetto,
gli allievi si sono avvicinati al mondo dei formaggi veneti anche
grazie agli assaggi: la latteria classico al Monte Veronese, dal
Renart di Livinallongo all’imbriago della latteria di Collalbrigo,
fino al nuovissimo Castèl di Conegliano della latteria
Perenzin.
Infine, il direttore del Consorzio del radicchio di Treviso, Luca
Giavi, ha parlato del mondo del radicchio veneto, illustrandone -
-per tutte le varietà – gli aspetti storici, morfologici,
nutrizionali e gastronomici. La settimana è continuata con
la lezione di un celebre cuoco veneto, il veronese Giancarlo Per
bellini, e quindi con le lezioni su tecniche e ricette, fino al corso
sulla pasticceria veneta con il grande Iginio Massari.
“La presenza della Regione Veneto – ha confermato Elena
Schiavon, funzionario della Direzione delle politiche agroalimentari
e alle imprese, che è guidata dal dirigente Paolo Rosso, e
di cui fa parte anche il responsabile della promozione Stefano Sisto – era
stata chiesta alla regione Emilia Romagna. Si tratta sicuramente
di una possibilità strategica importante, nella valorizzazione
dei nostri prodotti, visto che si propone a quelli che sono e saranno
professionisti di primo piano nel mondo della ristorazione internazionale”.
La scuola sorge su un’area di 3 mila metri quadrati, in cui
trovano posto un’aula magna, un ristorante, una biblioteca,
oltre alle aule didattiche e a qualcosa come 80 postazioni di cucina
funzionanti, sotto la guida del rettore Gualtiero Marchesi e con
uno staff fisso condotto da Massimo Ferrari, l’obiettivo di
Alma”è di raggiungere l’eccellenza”, come
spiega Elisabetta Oppici, che cura le relazioni con le imprese. Il
riferimento è, oltre che alla sede, anche alla scelta dei
docenti, tra i più affermati cuochi di tutta Italia, e alle
selezioni degli allievi, esclusivamente chef professionisti, che
avvengono con criteri rigorosi. Tra i corsi, il più importante è sicuramente
il master in cucina italiana (undici mesi, sei in aula dal lunedì al
venerdì, dalle 9 alle 18, gli altri cinque nelle brigate dei
migliori ristoranti italiani): il primo, appena iniziato, vede 18
partecipanti, tra cui un texano e due inglesi, che hanno sborsato
tutti 11 mila euro. Poi ci sono i corsi di eccellenza, in format
settimanali, dal costo di 750 euro per modulo.
Dopo la del Veneto, sarà la volta di quella del Friuli-Venezia
Giulia, che allo stesso modo presenterà a Colorno i suoi prodotti
e i suoi protagonisti.
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